In questo post ti parlerò degli elementi più importanti che Google valuta per dare un buon ranking alle tue pagine, le tecniche seo per una corretta indicizzazione dei tuoi contenuti e perchè è importante apparire nella prima pagina dei risultati di ricerca.

 

Prima di vedere nel dettaglio quali sono le tecniche seo per indicizzare i tuoi contenuti e come renderli visibili ai motori di ricerca è importante capire come funziona un motore di ricerca.
Senza dubbio il motore di ricerca oggi più usato è Google e su questo mi concentrerò, tuttavia, i principi descritti in questo post sono validi per una corretta indicizzazione in generale.

Google e gli aggiornamenti al suo motore

Capire come funziona Google è fondamentale se vuoi che i tuoi contenuti siano visibili a chi cerca in rete ed è altrettanto importante sapere quando gli stessi non sono invece considerati dal motore di ricerca.

In rete ci sono moltissimi articoli, blogs e posts che spiegano come indicizzare i tuoi contenuti o come scalare le pagina dei risultati (serp – search engine results page) di un motore di ricerca ma nessuno, o quasi, ti dice come questi funzionano.
Un po come fare un corso di formula uno senza sapere come è fatta una macchina o dove si trova la leva del cambio.

Spesso si pensa al seo come a qualcosa di complicatissimo o impossibile da imparare. Certo, ottenere buoni risultati non avviene nel giro in un giorno ma nella maggior parte dei casi chi non riesce a raggiungere una buona indicizzazione su Google è perchè non sa come questo funziona.

Google è nato circa 20 anni fa da Larry Page e Serge Brin che si posero come obiettivo creare un motore di ricerca migliore per navigare il web.
L’intento dei fondatori di Google era quello di creare un motore di ricerca capace di trovare e fornire contenuti estremamente pertinenti alla ricerca effettuata.
Quando gli utenti di internet scoprirono che usando Google potevano inserire una chiave di ricerca e trovare esattamente quello che stavano cercando, senza dover visionare decine e decine di siti, in molti iniziarono ad usarlo.

Con la stessa velocità con cui sono cresciuti gli utenti di Google i webmasters trovarono il modo per far apparire i loro siti nelle prime pagine delle serp di Google.
Si resero infatti conto che inserendo una massiccia quantità di keywords in una pagina web riuscivano ad essere nelle prime posizioni delle serp; chi più ne metteva più alto era il ranking che Google gli assegnava.
Nella maggior parte dei casi le keywords non erano visibili a chi navigava il sito (testo bianco su sfondo bianco o testo nero su sfondo nero). Si perché non era importante che le vedessero gli utenti bensì che fossero visibile al motore di ricerca.
Il risultato fu che cercando, ad esempio, “affitti Roma” si finiva per vedere come primo link nella pagina dei risultati un sito che parlava di tutt’altro.

I webmasters si fecero sempre più ingegnosi per vincere la competizione con altri siti ma l’obiettivo di Google era già compromesso. Fu così che i due fondatori chiedendosi come poter mantenere il loro motore di ricerca ancora efficiente penalizzando i siti di spammers rilasciarono nel 2003 il primo aggiornamento ufficiale di Google: Florida.
Florida ristabilì la qualità dei risultati proposti rendendo l’uso massivo delle parole chiavi del tutto inutile e penalizzò gli stessi siti che prima riteneva invece altamente rilevanti.
Florida è stato il primo vero aggiornamento di Google e di fatto il primo di una lunga serie. Si perchè questo no bastò a far si che i webmasters non trovarono altri modi per rendere i loro siti nuovamente in vetta alle serp.

Con il rilascio di Florida e negli anni a venire, la capacità di farsi assegnare un buon ranking da Google diventò meno automatico e dopo che l’uso massivo delle keywords fu reso inutile si utilizzò un nuovo espediente.
Questa volta la soluzione vincente fu l’uso del link building, ovvero, linkare lo stesso URL da un elevato numero di siti esterni o più volte nella stessa pagina.
Un intreccio di siti che all’interno delle loro pagine linkavano centinaia di volte gli stessi indirizzi fu l’espediente per scalare nuovamente scalare le pagine dei risultati di ricerca vincendo sui proprio competitors.

Nel conseguì un nuovo aggiornamento nel 2012, Pinguin, che non solo penalizzò questa tipologia di siti ma fece si che gli stessi furono esclusi dalle pagine dei risultati.
Dal rilascio Pinguin fino ai giorni d’oggi scalare le serp è di diventato per tutti più difficile e il numero di parametri che Google usa per determinare l’autorevolezza di un sito sono diventati svariati.

Quello che oggi possiamo evincere guardando indietro e la storia di Google è che per non essere penalizzati occorre:

  • evitare di applicare una sola strategia
  • applicare strategie che siano in linea con le best practices seo e quelle definite da Google

 

I tre principi alla base di Google

L’algoritmo alla base di Google è estremamente complesso e credo pochi lo conoscono nel dettaglio.
C’è un innumerevole quantità di fattori che viene presa in considerazione per definire il ranking che Google assegna ad un sito.
Tra i più noti il numero di links che riportano alle tue pagine, l’autorità dei siti che puntano al tuo, la rilevanza, l’età del tuo sito ed altri ancora.

Tuttavia, ci sono tre principi alla base di Google che se usati correttamente possono portare nel giro di poco un vantaggio considerevole sui tuoi competitors.
Questi sono i principi che sintetizzano quanto l’algoritmo di Google elabora per definire il ranking da assegnare al tuo sito:

  • affidabilità
  • autorità
  • rilevanza

Affidabilità
Ricordi con che obiettivo è stato concepito Google? Con l’intento di fornire risultati più pertinenti possibili in relazione a quello che si sta cercando.
L’affidabilità è per Google un valore importantissimo per cui se il tuo sito ha contenuti di valore e viene linkato da siti autorevoli ha buone possibilità per essere giudicato con un buon ranking.

Autorità
Come l’affidabilità, l’autorità del tuo sito è un valore molto importante per Google.
Se il tuo sito è seguito da un milione di persone sui socials e sugli stessi c’è un alto numero di condivisioni che riportano alle tue pagine, il tuo ranking sarà sicuramente più alto di un sito che sugli stessi socials è seguito da sole cento persone.

Rilevanza
Siti che trattano argomenti specifici e che hanno al loro interno argomenti di valore ricevono un ranking sicuramente più alto.
Google analizza i contenuti non solo in base al numero delle parole chiave al suo interno ma è in grado di analizzare quanto un contenuto sia rilevante in relazione alla tematica che tratta.

 

Svelati alcuni degli elementi usati dall’algoritmo di Google

I tre principi descritti sopra sono la base dell’algoritmo di Google che utilizza però un numero di fattori molto più elevato e, soprattutto, più specifici.
Probabilmente non li conoscerai mai tutti ma per fortuna ci sono società che li analizzano e pubblicano reports gratuiti su quanto riscontrano.
L’algoritmo di Google non cambia ogni giorno per cui sapere quali sono i fattori che utilizza per definire il ranking di un sito può indirizzare in modo specifico le tue strategie seo.

Questi sono alcuni degli elementi associati a siti con un ranking molto alto nelle serp di Google:

  • rilevanza delle keywords in pagina
  • la presenza di una keyword nei links interni
  • comportamento degli utenti (tempo speso sul sito, percentuale di ritorno)
  • autorità del dominio del sito
  • la quantità di ricerche fatte con il nome del dominio
  • il numero di links che riportano al tuo sito (backlinks)
  • il numero di domini che linkano il tuo sito
  • rilevanza sui social media

Se i tuoi competitors hanno valori più alti per uno o più di uno dei punti elencati di sopra con buona probabilità avranno un ranking più alto del tuo e saranno quindi mostrati nelle serp con una posizione più alta della tua.
Google è in continua evoluzione per restare fedele alla sua mission iniziale ma aggiornamenti ufficiali non vengono fatti con cadenza periodica e poi così frequenti. Ogni volta che c’è un aggiornamento l’interna comunità seo si mobilita pertanto ti basterà seguendo siti come Seroundtable per restare aggiornato.

I fattori riportati di sopra sono estratti dal report di Searchmetrics rilasciato nel 2015 che puoi scaricare gratuitamente a questo link.
Oltre a Searchmetrics un altra risorsa molto utile è Moz che ha pubblicato la lista di seguito, consultabile anche a questo link

Search Engine Ranking Factors 2015

 

Keywords, cosa sono e come usarle

Abbiamo visto perché inserire un centinaio di volte la stessa parola chiave in una pagina web non porta più benefici. D’altro canto però chi fa una ricerca su Google lo fa usando una o più parole chiave.
Le parole chiave sono molto importanti ai fini di una corretta indicizzazione seo, vediamo cosa sono e come usare.

Cosa sono le keywords

Una keyword, o parola chiave, è una frase o singola parola che vuoi venga associata al tuo sito a seguito di una ricerca su Google.
Ad esempio, se hai un negozio di fiori e vuoi che il tuo sito venga mostrato a chi scrive fiorila parola fiori è la keyword che dovrai usare per indicizzare il tuo sito.

Ci sono diverse tipologie di keywords:

  • singole: composte da una o due parole, ad esempio fiori
  • a coda lunga (long-tail): composte da tre o più parole, ad esempio concime alberi bonzai
  • di navigazione (navigational keywords): usate per trovare un brand o un sito specifico, ad esempio Facebook
  • informative (informational keywords): usate per trovare informazioni specifiche, solitamente iniziano per come fare a…
  • transazionali (transactional keywords): usate per cercare su siti dove compiere una azione specifica, ad esempio comprare fiori online

Le keywords composte da una sola parola sono le più competitive perchè meno specifiche e perchè usate da una grande varietà di siti.
Tendenzialmente portano più traffico rispetto alle long-tail keywords ma indirizzano sul tuo sito persone meno interessate ai tuoi contenuti (un utente che su Google cerca fiori potrebbe essere interessato a fiori veri, di plastica, una camicia a fiori ed altro ancora).

Come scegliere keywords che portano visite al tuo sito

Scegliere le keywords giuste è fondamentale e la prima cosa da fare quando si vuole indicizzare i propri contenuti in rete. Ancora prina di iniziare a scrivere un post devi già sapere quali parole chiavi dovrai usare nel  testo.

Facciamo un esempio pratico, immagina di voler promuovere il tuo negozio di fiori ed estendere le tue vendite anche in rete. Una serie di keywords pertinenti potrebbero essere:

  • compra fiori
  • compra fiori online
  • negozi di fiori online

altre keywords potrebbero invece essere:

  • kit per curare i tuoi fiori
  • vasi per fiori
  • concime per fiori

Tutte e 6 le keywords hanno un legame con i fiori, le prime tre sono maggiormente orientate alla vendita mentre le ultime tre ad attirare clienti.

Uno strumento utile per creare una lista di potenziali keywords è Merge Words dove inserendo una serie di parole è possibile generare, in automatico, le loro combinazioni.
Di seguito una lista di possibili keywords generate in relazione al nostro esempio, il negozio di fiori

compra
comprare
negozi
regala
fiori
piante
mazzo fiori
online
negozi
roma
compra fiori online
compra fiori negozi
compra fiori roma
compra piante online
compra piante negozi
compra piante roma
compra mazzo fiori online
compra mazzo fiori negozi
compra mazzo fiori roma
comprare fiori online
comprare fiori negozi
comprare fiori roma
comprare piante online
comprare piante negozi
comprare piante roma
comprare mazzo fiori online
comprare mazzo fiori negozi
comprare mazzo fiori roma
negozi fiori online
negozi fiori roma
negozi piante online
negozi piante
negozi piante roma
negozi mazzo fiori online
negozi mazzo fiori roma
regala fiori online
regala fiori negozi
regala fiori roma
regala piante online
regala piante negozi
regala piante roma
regala mazzo fiori online
regala mazzo fiori negozi
regala mazzo fiori roma

Con una lista di potenziali keywords in mano possiamo verificare quali vengono maggiormente usate per le ricerche su Google e quali invece non vengono usate proprio.

Uno strumento molto utile per verificare la popolarità di una keyword nelle ricerche di Google è Google Keywords Planner.
Keywords Planner è un tool per la creazione di inserzioni su Google che ci permette di specificare una lista di keywords e vedere la loro popolarità. Wow, è proprio quello vogliamo!

Di seguito la popolarità delle potenziali keywords che abbiamo creato poco sopra

keywords
Keywords Planner permette di individuare subito quali keywords non porteranno mai traffico al tuo sito e quali invece dobbiamo analizzare.
Una vota loggiati in Keywords Planner Google propone immediatamente la pagina per creare una nuova campagna. La sezione numero 2, Scegli un pubblico di destinazione, è quella che ci intessa.
Seleziona un paese e immetti le tue parole chiave nel box sottostante denominato appunto Parole chiave.

Iniziamo a snellire la nostra lista eliminando le keywords inutili per concentrarci sulla concorrenza di quelle più popolari:

  • compra fiori online
  • comprare fiori online
  • comprare piante online

Il modo più veloce per verificare quanta concorrenza c’è per una keyword è:

  • fare una ricerca su Google (con quella keyword)
  • vedere quanti risultati escono
  • vedere la qualità dei primi 10 siti proposti, se sono ricchi di informazioni o meno

Tuttavia per capire le reali possibilità che hai di apparire tra i primi 10 siti ritornato nelle serp hai bisogno di un approccio più strutturato.
Uno strumento che ho trovato utile è Keyword Explorer che data una keyword mostra dati interessanti tra cui il livello di difficoltà, opportunità e potenziale che hai di ricevere un ranking più altro degli attuali competitors.
Il tool si può usare gratuitamente con un limite di ricerche giornaliere o per un mese provando la versione Pro.

Con Keyword Explorer ho analizzato le nostre parole chiave per vedere quale ha il potenziale maggiore e la difficoltà minore che ci permette di scalare le serp di Google.

Questo è il risultato ottenuto

keywords-difficulty

Il tool evidenzia in compare piante online la keword con il potenziale maggiore e la difficoltà minore con cui ottenere un buon ranking da Google.

Bene, non ci resta che creare contenuti o un bel post contenente occorrenze di comprare piante online come keyword.

 

Come rendere il tuo sito visibile a Google

Abbiamo una keyword che potenzialmente è in grado di generare traffico verso il nostro sito e che sembra essere popolare nelle ricerche in Google.
Ok, ma come diciamo a Google che abbiamo creato contenuti interessanti per chi cerca fiori in rete?

Cosa sono e come creare il sitemap.xml e robots.txt

I motori di cerca scandagliano di continuo la rete per indirizzare contenuti ma, ovviamente, non possono sapere in ogni momento che hai creato un posto sul tuo blog, una nuova pagina o un sito.
Per essere sicuri che sanno della nostra esistenza li informiamo direttamente.

Sitemap.xml

I motori di ricerca cercano in ogni sito un file di nome sitemap.xml per scoprire tutte le pagine presenti nel tuo sito.

Se non hai dimestichezza con la creazione di un file xml o non sai come strutturare il tuo file filemap puoi crearne uno usando Sitemap Generator.
Una volta creato, scarica il file generato e caricalo (o fallo caricare dal tuo webmaster) nella radice del tuo sito (document root).

Il passo successivo è far leggere a Google il tuo file sitemap.
Entra, o crea un account se ancora non ne hai uno, su Google Search Console e clicca nel menù di sinistra su Scansione > Sitemap dopo di che nel campo testuale in alto a destra inserisci sitemap.xml

Robots.txt

Un altro file usato da motori di ricerca è il robots.txt che a differenza del sitemap specifica quale aeree del tuo sito non mostrare nelle serp.
Se non hai la necessità di escludere sezioni del tuo sito dall’indicizzazione di Google non è importante avere questo file (anch’esso posizionato nella radice del tuo sito).

Se invece è presente, assicurati che non escluda sezioni del tuo sito che vorresti indicizzate.
Il file robots è composto dai tags:

  • User-agent:
  • Disallow:

L’esempio seguente esclude dall’indicizzazione la cartella admin di wordpress

  • User-agente: *
  • Disallow: /wp-admin

mentre questo esclude l’intero sito (da non fare)

  • User-agente: *
  • Disallow: /

 

Seo automatico e on page seo

Una strategia seo è fatta da una serie di azioni e scelte specifiche, tuttavia ci sono delle linea guida da seguire che automaticamente possono migliorare il posizionamento del tuo sito.

Riscrittura degli URL

Sicuramente ti sarà capitato, almeno una volta, di vedere un URL simile a questo

  • http://www.mydomain.com/catalogue21/123/mypage.php?id=236&cat=mycat

Leggendolo, cosa evinci della pagina a cui porta? Probabilmente poco o niente. Ma se lo stesso URL fosse invece scritto in questo modo

  • http://www.mydomain.com/piante/interni/rose

è decisamente più leggibile.

Un motore di ricerca avrebbe le tue stesse difficoltà nel capire a chi consigliare il primo URL nell’esempio di sopra e, per questo motivo, Google preferisce URL puliti o riscritti in modo parlante.

La maggior parte dei CMS offrono di base la possibilità di riscrivere un URL.
Un plugin per WordPress che ho trovato molto semplice da usare è Custom Post Type Permalinks (se non sai come installarlo manualmente installalo direttamente dal pannello di amministrazione di WordPress sotto la voce Plugins).
Una volta installato, sotto la voce di menù Settings > Permalink Settings puoi impostare la radice e formato dei links del tuo sito.

Menù di navigazione interna

Ancora una volta, immagina di essere un utente che naviga un sito e non vedere l’albero della navigazione interna. Cosa capiresti delle sue aree e sezioni interne? Niente. Lo stesso accadrebbe ad un motore di ricerca indicizzando lo stesso sito.

Non c’è uno standard nella creazione di un menù interno ma poche semplice regole per assicurarsi che Google, il motore di ricerca che vogliamo indicizzi le nostre pagine, riesca a capire la struttura del tuo sito.

Anche in questo caso le cose semplici sono le migliori.
Innanzitutto assicurati che il tuo menù sia creato da un indice testuale e non da immagini o altri elementi grafici. Rendilo visibile già nell’homepage, di lato o nell’header, affinché un motore di ricerca che indicizza il tuo sito subito in grado di capire che tematiche sono trattate al suo interno e in quali sezioni.

Dove inserire le keywords in una pagina web

Non ci sono più segreti che ti impediscono di trovare keywords efficaci da inserire nelle tue pagine o prossimo blog post.
Abbiamo visto come evidenziare quelle più popolari e come verificare il potenziale che hanno, adesso, non ti resta che inserirle nei tuoi contenuti.

Inserire le keywords nelle tue pagine è fondamentale per associare ai tuoi contenuti di essere associati a termini di ricerca usati un Google.
Non hai bisogno di inserire la stessa chiave un milione di volte nella tua pagina (questo funzionava anni fa) ma menzionarla in modo naturale e armonioso lungo la stesura dei tuoi contenuti è più che sufficiente.
Forzare la ricorrenza e il numero di volte in cui usi le tue chiavi non solo non ti porterà nessun beneficio ma potrebbe invece penalizzarti.

Google, come altri motori di ricerca, usa l’LSI (Latent Semantic Indexing) per evidenziare la relazione tra le tue chiavi e i contenuti nella tua pagina.
I contenuti di una pagina web vengono scansionati dal motore di ricerca e le parole e le frasi più comuni sono identificati come le parole chiave della pagina. Inserire la tua chiave nella prima frase della tua pagina permette di rafforzare questo legame.
Ma non solo le chiavi, anche i sinonimi delle tue chiave vengono controllate dall’LSI.

La tua chiave può essere inserita ovunque, alcuni buoni elementi da considerare in una pagina sono:

  • titoli (h1, h2, h3…)
  • links
  • nel tuo testo
  • tag su immagini, video o files linkati in pagina

Per una corretta indicizzazione seo, oltre alle tue keyowrods, assicurati di ripetere almeno un paio di volte anche alcune chiavi correlare o sinonimi delle tua chiave principale. Ubesuggest è un ottimo tool per trovare sintomi.

Se usi WordPress due plugins seo che ti consiglio per analizzare i tuoi contenuti sono Yoast e PrePost. Entrambi li puoi installare dalla sezione Plugins del tuo pannello di amministrazione.
Una volta installati, sia Yoast che PrePost SEO, abilitano un pannello contestuale nelle pagine di creazione/modifica dei tuoi contenuti che ti permetteranno di specificare e gestire i più importanti aspetti seo.

Velocità di caricamento del sito

Un altro fattore preso in considerazione da Google al quale forse non hai mai dato molta importanza è la velocità di caricamento del tuo sito.
Oltre ad essere un elemento seo che può influenzare il tuo posizionamento nelle serp è dimostrato che un sito lento a caricarsi tende a perdere traffico o, in linea di massima, a non convertire le visite.

Per verificare quanto ottimizzato è il tuo sito puoi usare Google Page Speed, un tool gratuito che analizza un URL e da suggerimenti su come ottimizzare la pagina oppure Pingdome Speed Test per avere una analisi dettagliata delle risorse del tuo sito.

Il modo più semplice e immediato per migliorare le performances del proprio sito è ridurre il peso delle immagini caricate.

Migliorare la leggibilità dei contenuti

Così come la velocità di caricamento del tuo sito, un altra tecnica di seo automatico che ti permette di avere un ranking migliore nelle serp è migliorare la leggibilità dei tuoi contenuti e aggiornarli periodicamente.

In linea di massima, nuove pagine e contenuti creati in modo periodico possono incrementare sensibilmente il traffico verso il tuo sito e, di conseguenza, farti assegnare un ranking migliore.

 

Link building, perchè i backlinks aumentano il tuo ranking

Nel corso di questo post abbiamo visto come individuare le keywords usate durante le ricerche su Google e come trovare quelle più redditizie.
Ti ho poi descritto alcuni semplici accorgimenti per migliorare il tuo on page seo ma non è tutto. Se vuoi avere un ranking veramente alto su Google, hai bisogno di backlinks.

Un backlink altro non è che un link presente su un sito esterno che rimanda al tuo.

Ora, con tutti i fattori che Google elabora per valutare quando consigliare il tuo sito a fronte di una ricercava fatta per chiave, perchè mai i backlinks sono così importanti? Il motivo è molto semplice, perchè la rete è fatta di links.
Google assume che un articolo ben scritto e di estremo valore è un punto di riferimento è sarà quindi linkato da più fonti e siti esterni.
Ogni volta che navighi un sito e una pagina ha al suo interno un link ad un altra è di fatto la testimonianza del suo valore (credo che nessuno in un suo post metterebbe mai un link ad una pagina del tutto inutile).

Diversamente da quanto abbiamo visto fare negli anni passati in cui il link building veniva per lo più misurato sulla quantità dei backlinks, oggi viene invece misurato sulla qualità dei backlinks.

Qual’è quindi il sito migliore in cui avere backlinks al nostro? Un social, un altro blog o che altro? La risposta è che non c’è una tipologia di sito migliore di un altro ma, bensì ci sono siti più autorevoli di altri.
Avere backlinks da 10 siti giudicati da Google di bassa qualità non fa aumentare il tuo ranking. Diversamente, un backlink da un sito con un ranking alto farà salire anche il tuo.

Cosa non fare per acquisire backlinks

Lo abbiamo già detto, l’algoritmo di Google è molto complesso ed è evoluto nel tempo per rimanere federe alla sua missione originale: migliorare l’esperienza di ricerca in rete suggerendo siti di valore.
Ogni tentativo fraudolento messo in atto per aumentare la propria popolorità o rilevanza in rete verrà di sicuro penalizzato.

Di seguito un paio di punti da tenere in mente quando si crea la propria rete di backlinks:

  • Crea i backlinks in modo graduale.
    Ricordati che Google analizza l’età dei backlinks e la velocità con cui sono stati acquisiti e usa queste informazioni per costruire le serp. Comprare da uno dei tanti servizi in rete una grande quantità di backlinks che dal giorno alla notte puntano al tuo sito non ti porterà nessun beneficio.
    In realtà, proprio l’azione di comprare backlinks solo per dare boost all’assegnazione del tuo ranking non è la tecnica migliore perchè se Google percepisce che l’acquisizione è innaturale ne saresti solo penalizzato.
  • Non spammare il tuo sito.
    Andare su tutti i gruppi fb e postare il link del tuo blog in ogni discussione non è una buona strategia per creare backlinks. Magari nell’immediato può aumentare le visite giornaliere ma non avrà incidenza sul miglioramento del tuo ranking nelle serp.
  • Non forzare il testo dei backlinks (anchor text).
    L’anchor text è il testo sul quale cliccare per rimandare ad un link. Se i backlinks sono creati in modo naturale l’anchor text sarà diverso ad ogni occorrenza. Potrebbe essere utile inserire nell’anchor la keyword con cui hai indicizzato il tuo sito/pagina purchè non sia l’unica parola nel testo.
    Da evitare è invece creare tutti gli hancors con lo stesso testo. Questo non solo non ti aiuta ad ottenere un ranking migliore ma al contrario potrebbe insospettire Google al punto da non matchare il tuo URL con quella keyword.

Cosa fare per acquisitore backlinks

I punti descritti poco sopra è quanto ti sconsiglio di fare per acquisire backlinks, questi che seguono invece, è quanto ti consiglio di seguire ai fini di una corretta strategia seo:

  • Analizza i tuoi competitors.
    Studia i backlinks dei tuoi competitors per evidenziare siti autorevoli che potrebbero linkare anche il tuo. Usando strumenti come Open Site Explorer o Ahref o puoi avere una analisi dettagliata di tutti loro backlinks.
  • Crea dei video tutorials e linka il tuo sito.
    Negli ultimi anni contenuti video sono di gran lunga apprezzati da Google, soprattutto se caricati su YouTube. Crea degli how-to specifici e linka il tuo dominio o pagine specifiche nella descrizione del video. Assicurati che video e link siano correlati e inserisci nella descrizione anche le parole chiave usate per per indicizzare il sito/pagina
  • Crea un profilo Twitter.
    Twitter non solo può aumentare il tuo traffico giornaliero, se inserisci il tuo URL anche nella descrizione del tuo profilo il tuo dominio sarà linkato da servizi di aggregazione (per esempio Twellow) con un dominio molto più autorevole del tuo.
  • Trova links non funzionanti (broken links).
    Una tecnica semplicissima ed destramente funzionale per ottenere backlinks e trovare pagine con links non funzionanti, segnalarli all’autore e proporgli di sostituire l’url rotto con uno tuo. Domain Hunter Plus è un plugin per Chrome che ti facilita la ricerca.
  • Citazioni senza riferimento.
    A volte può succede che il tuo sito viene citato ma non propriamente linkato e ogni citazione fatta senza un anchor è un backlink perso. Servizi come Mention ti permettono di evidenziare chi parla di te e qualora servisse, puoi contattare l’autore di un post/pagine chiedendogli di inserire il link al tuo dominio.

 

Cosa abbiamo visto in questo post

In questo post ti ho brevemente descritto la storia di Google e quali tecniche seo oggi non funzionano più. Abbiamo poi visto alcuni degli elementi usanti dall’algoritmo di Google e i tre principi base per ottenere un ranking migliore.
Come scegliere keywords che generarono traffico e quali hanno una concorrenza minore. Come sfruttare tecniche di seo automatiche e infine come usare il link bulding per ottenere un ranking ancora più alto nelle serp di Google.

Ricordati che le strategie seo migliori sono quelle che aderiscono alle best practices di Google e che non esistono tattiche seo per scalare le serp in un giorno.
Seguendo i consigli che ho condiviso in questo post potrai sicuramente migliorare il tuo ranking in modo costante fino al raggiungimento delle prime posizioni nelle serp di Google.

Recap dei concetti più importanti

  • Seppure non frequenti, Google rilascia aggiornamenti del suo algoritmo che potrebbero annullare le tue strategie seo
  • Sii sempre in linea con le best practices seo di Google
  • Rendi il tuo sito affidabile, autorevole e rilevante per ottenere un ranking migliore
  • Scegli le keywords prima di creare i tuoi contenuti e usa quelle con una concorrenza minore
  • Tecniche per il seo automatico
  • L’importanza dei backlinks e come acquisirli correttamente

 

 

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